• feb

    26

    2022
  • 21
[INTERVISTA] GIUSEPPE CONTE (M5S): GUERRA UCRAINA, ADESSO UN RECOVERY DI GUERRA EUROPEO PER PROTEGGERE CITTADINI E IMPRESE

[INTERVISTA] GIUSEPPE CONTE (M5S): GUERRA UCRAINA, ADESSO UN RECOVERY DI GUERRA EUROPEO PER PROTEGGERE CITTADINI E IMPRESE

Vi ripropongo qui la mia intervista di oggi sul Corriere della Sera.

Presidente Conte, qual è il suo giudizio sull’aggressione di Putin all’Ucraina?

“Condanno senza se e senza ma la gravissima aggressione contro l’Ucraina, un attacco ai nostri valori di pace e democrazia e una palese violazione del diritto internazionale. L’Italia è unita in questa condanna e continuerà ad agire affinché, in sede europea e internazionale, la risposta sia forte e incisiva. La priorità è il ritiro delle forze militari russe scongiurando ulteriori sofferenze alla popolazione civile”.

Con il contratto del governo gialloverde lei si impegnava a rivedere le sanzioni alla Russia. Draghi deve essere cauto o battersi per la linea dura contro Putin?

“Negli anni dei miei governi ho sempre sottoscritto ai Consigli europei il rinnovo delle sanzioni per la violazione degli accordi di Minsk. Il presidente Draghi sta giustamente portando avanti il confronto in sede europea. Le sanzioni alla Russia devono trovarci compatti e risoluti, perché è impensabile modulare una risposta unitaria guardando alle rispettive convenienze dei vari Stati membri. Saremo all’altezza di questa nuova sfida solo se resteremo uniti e solidali all’interno dell’Ue”.

Cosa farebbe lei, al posto di Draghi?

“Siamo usciti dalla fase buia della pandemia con una reazione forte dell’Europa intera, nel segno del debito comune. Il conflitto porterà a gravi contraccolpi sul piano energetico e forti ricadute economiche. Non sprechiamo altro tempo. Lavoriamo subito per un piano di Recovery di guerra. Non possiamo transitare da una pandemia a una guerra lasciando famiglie e imprese ad affrontare uno tsunami con l’ombrello”.

Il Pnrr va riscritto per scongiurare uno choc energetico?

“Non va riscritto, al più rimodulato. Ora però serve un Energy Recovery che offra uno scudo a difesa di cittadini e imprese che non possono rimanere stritolati nella tenaglia di bollette e caro-prezzi insostenibili. Nessun ritorno all’austerità”.

Resta convinto che il Patto di stabilità vada sospeso?

“Non si può tornare all’originario, macchinoso Patto di Stabilità. E la Bce deve reindirizzare la politica monetaria con piani adeguati di acquisto dei titoli di Stato”.

Draghi prospetta il ritorno al carbone. Il M5s è pronto a rinunciare alle sue battaglie fondative?

“La filosofia del M5s in materia energetica è sempre la stessa, questa crisi ci dà ragione. Con un Energy Recovery possiamo rendere più autonoma l’Europa, incrementare gli investimenti nella diversificazione delle fonti, investire negli stoccaggi comuni e intervenire ancora più massicciamente sulle rinnovabili”.

Il decreto del governo avrà il sostegno pieno del M5s o alcuni parlamentari filorussi si smarcheranno?

“Il M5s è compatto ed esprime un unico indirizzo politico di ferma condanna all’invasione russa”.

Per Di Stefano l'Ucraina è un “fantoccio della Nato” e Di Battista diceva che “Putin non vuole la guerra”.

“La lettura della crisi nel M5S è condivisa e nessun distinguo può ammorbidire la netta condanna che merita una tale ingiustificata opzione militare”.

La imbarazza aver fatto sfilare in piena emergenza Covid l’esercito russo da Roma a Bergamo?

“Descrivere come una sfilata gli aiuti arrivati da Mosca nel nostro periodo più buio si commenta da sé”.

La linea del dialogo con Putin portata avanti da Draghi e Di Maio prima dell’attacco è stata un azzardo?

“La linea del dialogo non può mai costituire un azzardo. Le soluzioni militari hanno sempre aggravato l’instabilità e prodotto gravissime sofferenze alle popolazioni. L'Italia deve sempre cercare soluzioni politiche con la diplomazia, per promuovere pace e prosperità”.

L'Italia dovrebbe schierarsi con nettezza a favore della disconnessione della Russia dalla rete Swift?

“Ho detto anche all’ambasciatore ucraino Melnyk che l’Italia non si sottrarrà alle sanzioni politiche ed economiche più dure, se ritenute idonee a far tornare la Russia indietro sui propri passi”.

La Cina non ha condannato Putin. Sarebbe opportuno cancellare gli accordi della via della Seta da lei siglati?

“La geopolitica è complessa e non si presta alla visione manichea amico-nemico. Gli accordi con la Cina ci hanno consentito di rafforzare la bilancia commerciale e tutelare l'interesse nazionale. E non hanno mai messo in dubbio la fedeltà italiana al campo europeo e atlantista”.

Crede alla svolta anti-Putin di Salvini o il leader della Lega può ancora far ballare il governo Draghi?

“E’ il momento della responsabilità e sarebbe impensabile aprire una crisi nazionale. Nei giorni scorsi ho sentito gli altri leader, assicurandomi che ci sia la necessaria convergenza per consentire al premier Draghi di far sentire forte la voce dell’Italia con gli alleati europei”.

Perché ha snobbato la manifestazione di Letta davanti all'ambasciata russa?

“Rispetto l’iniziativa di Letta, ma vorrei fosse rispettata la mia iniziativa di far visita all'ambasciatore ucraino”.

La crisi geopolitica rende Draghi più solido?

“C'è chi ha fatto di tutto per mandare il premier al Quirinale e tentare di cambiare il governo. Se non fosse stato per la responsabilità del M5S oggi saremmo qui a discutere di caselle ministeriali con la guerra alle porte. Il tempo è galantuomo”.

Giuseppe Conte, Presidente M5S, già Presidente del Consiglio dei Ministri


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